G.I.A. Firenze

Un luogo che fa sentire le persone parte di un mondo

Quando ci venne affidato l’incarico di progettare la nuova sede di una Scuola Internazionale di Gemmologia a Firenze, fu subito chiaro che la richiesta andava oltre la realizzazione di nuove aule.

La scuola era già un punto di riferimento internazionale. Accoglieva studenti provenienti da molti Paesi del mondo, in particolare dal Medio Oriente, e docenti, in gran parte americani e stranieri. Alcuni corsi duravano pochi giorni, altri settimane, altri ancora diversi mesi.

Per questo motivo la scuola non offriva soltanto formazione. Accompagnava gli studenti durante tutta la loro permanenza a Firenze: li aiutava nella ricerca di un alloggio e metteva a disposizione alcuni appartamenti riservati ai docenti, ricavati al piano superiore della struttura.
Era evidente che il progetto non dovesse limitarsi a organizzare degli spazi.

Doveva rappresentare l’identità, i valori e il livello qualitativo della scuola, facendo sentire ogni persona, fin dal primo ingresso, parte di un’esperienza internazionale.
Entrando, la prima cosa che si incontra non sono le aule. 

Sono grandi superfici di vetro colorato. Il bianco, il rosso, il blu, il giallo.
Non sono stati scelti come elementi decorativi.
Abbiamo voluto creare un luogo che, da qualsiasi punto venisse vissuto, riportasse idealmente studenti, docenti e visitatori al mondo delle pietre preziose e delle pietre dure, oggetto del loro studio.

Il colore diventa così un linguaggio.

Il bianco richiama la purezza del diamante.
Il rosso la forza del rubino.
Il blu la profondità dello zaffiro.
Il nero l’eleganza del diamante nero.
Il giallo la luminosità del quarzo citrino.

Ogni ambiente contribuisce a costruire questa immersione.

Proseguendo il percorso si incontra uno spazio dedicato alle esposizioni temporanee.
Poteva ospitare mostre sul design del gioiello oppure esposizioni dedicate alla storia e alla cultura fiorentina.

Eravamo a Firenze, una città che da secoli rappresenta arte, manifattura e cultura. Sarebbe stato un errore imperdonabile ignorarne la forza. Per questo abbiamo voluto che anche la città entrasse a far parte dell’esperienza della scuola, creando un dialogo continuo tra la cultura della gemmologia e quella del luogo che la ospitava.

Continuando la visita si arriva al laboratorio.
Anche qui la scelta progettuale non è stata casuale.

Lo abbiamo collocato nella parte più antica del complesso, all’interno dell’edificio storico.
Studiare una pietra preziosa osservandola al microscopio, circondati da mura che attraversano secoli di storia, significa vivere un’esperienza nella quale anche il luogo contribuisce a dare valore allo studio, alla ricerca e al tempo dedicato all’apprendimento.

Alla fine del percorso ci siamo resi conto che il progetto aveva raggiunto il suo obiettivo.
Non aveva semplicemente dato una nuova sede alla scuola.

Aveva costruito un ambiente coerente con la sua identità, capace di accogliere persone provenienti da tutto il mondo e di farle sentire, fin dal primo passo, parte di quello stesso universo che erano venute a conoscere.
Aveva dimostrato che progettare non significa soltanto disegnare gli spazi. Significa creare luoghi in cui ogni scelta abbia un significato e contribuisca a far assaporare un’esperienza.

È passato un po’ di tempo da quando abbiamo realizzato questo progetto.
Ricordo come fosse oggi ogni passo, ogni scelta fatta.
Tutto andava nella direzione di dare valore alle persone che avrebbero vissuto quella scuola ogni giorno.

Questo è, per noi, il significato più profondo del progettare.

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