40# 11 – L’ISOLA O L’ISOLA CHE NON C’È – Conoscere le dinamiche e gli aspetti culturali

L’ATTIMO FUGGENTE È PROPRIO UN ATTIMO

Siamo nell’autunno del 2013, a circa 2km a sud della fiera di Guangzhou. Con Ready, Virginia e Mr Hu, il Presidente dell’Associazione di Industrial Design, andiamo a fare un sopralluogo di un sito.

Il Sito è di carattere industriale ma contempla anche magazzini e alcune palazzine adibite a ufficio. Al luogo è annessa una piccola isola dove ci sono delle piccole costruzioni in legno che si affacciano sul fiume, il famoso Fiume delle Perle. La piccola isola è accessibile dalla terra ferma attraverso un passaggio pedonale. È tutto da riqualificare anche se è in parte ancora operativo.

Mr Hu, illustrandoci la location, ci dice che c’è in programma di fare nascere un parco creativo, cosa abbastanza comune in Cina, e che sono quelle aree all’interno delle quali vengono inserite varie attività, da quelle ricreative al puro intrattenimento, dagli uffici ai negozi, generalmente di fashion o calzature, agli studi professionali.

Dopo la visita rientriamo alla base congedandoci da Mr Hu e con l’intesa che si sarebbe fatto risentire, naturalmente attraverso il nostro partner Ready.

Dalla visita passano circa sei mesi e veniamo invitati a Guangzhou per discutere sullo sviluppo del piano strategico industriale relativo al nuovo Parco Creativo e al conseguente Master Plan.

Concordiamo i termini del viaggio, ci facciamo inviare informazioni sui temi da discutere, quindi ci prepariamo per l’incontro e ritorniamo a Guangzhou.

I primi due incontri li abbiamo con Ready e con il Presidente dell’Associazione Industrial Design Mr Hu. Dovete sapere che le Associazioni di categoria in Cina sono preposte a creare business e opportunità per i loro associati.

Durante gli incontri, illustriamo a Ready e al Presidente Hu le nostre idee sul piano strategico industriale e quindi sul come andrebbe realizzato sia il piano che il Master Plan.

A un certo punto ci viene detto che per il giorno dopo è stato organizzato un meeting con altre persone interessate all’operazione, incontro che serve per illustrare quanto già avevamo discusso con Ready e Mr Hu.

Il meeting si sarebbe tenuto presso il TIT, che era il bellissimo Parco Creativo dove eravamo alloggiati.

Ci incontriamo per il pranzo. Dicono che a tavola si parla meglio di business. Tutto molto Veneto.

Ci sono oltre a tutti noi due persone arrivate da Hong Kong, un professore universitario come consulente e un’altra persona che rappresenta la società d’investimento. Per inciso quest’ultimo non parlerà mai.

Le linee generali di discussione erano già state impostate e condivise. Si trattava di spiegare il modello operativo discusso e le modalità, nonché le tempistiche.

Tutto procede nel migliore dei modi e procede anche la trattativa per le nostre fee, sia quella per il piano strategico che quella per il Master Plan.

È stata una negoziazione dura ma alla fine, in alto i bicchieri e ganbei, ganbei, ganbei che è il tipico brindisi finale.

Ora c’è da firmare l’agreement.

Un problema fisiologico mi assenta dal tavolo che riguadagno dopo 3 minuti.

Non so cosa sia successo ma l’agreement è cambiato.

Ridiscutendo si evidenzia che siccome parlando di tempi di realizzazione del piano e del Master Plan abbiamo detto che avremmo potuto consegnare il tutto in 3-4 mesi al massimo dalla firma dell’agreement, ci dicono che questo, secondo i loro standard non era possibile, secondo loro sarebbero serviti dai 9 mesi ad un anno e quindi mettendoci così poco sarebbe stato, sempre secondo loro, un copia-incolla da qualche altro lavoro e di conseguenza offrivano un quinto di quanto precedentemente concordato.

Immaginate il nostro stupore e anche quello del nostro Partner Ready che gli spiega che gli standard Italiani sono più alti, che il nostro potenziale è alto e il nostro network è un network professionale di alto livello.

Insistevano con il copia-incolla.

Feci un bel respiro profondo, molto profondo, mi alzai dalla tavola e dissi al consulente: “Caro professore, noi non siamo Cinesi, non abbiamo necessità di copiare il mondo come avete fatto e come continuate a fare voi”.

Salutammo e ce ne andammo immediatamente tra lo stupore di tutti.

Emozione: La dignità non è negoziabile, non è in vendita. Grato per i valori che ho.

Lezione: … magari un’altra volta prima di andare in bagno … aspetto