COSA DEVI CHIEDERE A UN INTERIOR DESIGNER

COSA DEVI CHIEDERE A UN INTERIOR DESIGNER

Cosa devi chiedere a un Interior Designer
… prima di firmare l’incarico.

Ho fatto una scelta, mi sono preso la responsabilità di scrivere considerazioni che riguardano naturalmente il mio mondo, quello dell’Interior Design. 

Qual è lo scopo del mio scrivere?

Quando ho iniziato a farlo c’è stato chi mi diceva: “dai Carlo, racconta la tua storia, fatti conoscere, spiega chi sei e cosa fai… sicuramente hai delle cose da raccontare.”

Io dentro di me pensavo, e tutt’ora penso: “ma dai, ma non vorrai mica che alle persone interessino queste mie cose, mica sono un archistar”. 

Ad ogni modo ho iniziato a scrivere, anche se ero sempre in lotta con il mio cervello che lanciava segnali di fumo da quanto era in prossimità di scoppiare. 

Sempre in conflitto tra l’educazione cattolica ricevuta, un po’ di vergogna nel raccontarmi e la curiosità di vedere cosa fosse successo a seguito di questa mia attività. 

Aveva ragione lui, il mio cervello. 

Certo, tra le cose pubblicate ho avuto dei riscontri positivi, complimenti per i lavori fatti… ma alla fine non ero proprio contento, soddisfatto, fintanto che ho capito, e ne sono convinto, che se mi leggi lo fai perché cerchi risposte alle tue necessità. 

Cerchi suggerimenti o meglio ancora, soluzioni ai tuoi problemi.

Certo, mi puoi scrivere, ma difficilmente lo farai. In generale è un problema culturale che ci frena e ci fa pensare di disturbare o cose simili. Se vuoi fallo, ti risponderò sicuramente. (carlo@beltramelli.com).

Io voglio scrivere cose utili, forse non ci riuscirò sempre ma questo è il mio intento e oggi scrivo a te, scrivo al mio (potenziale) committente.

Vado subito al sodo

Se hai deciso di affidarti a un professionista per ristrutturale la tua casa, ufficio o altro, prima di preoccuparti dei costi, cosa comprensibilissima ci mancherebbe, prima del fatidico “fammi spendere poco” senza nemmeno specificare in cosa consista quel “poco”, prima di tutto, questo è quello che devi assolutamente fare.

  • Devi esplicitamente chiedere – e lo devi chiedere a chiare lettere – come sarà, in cosa consisterà e come si svilupperà il rapporto tra te e il professionista che ti è seduto davanti.

    Ascoltami, è importante. 
  • Se pensi di dargli l’incarico e poi lui, il professionista, farà “tutto”, ti chiarisco subito che è l’approccio sbagliato. 

    “Tutto” vuol dire, appunto, “tutto e niente”.
  • Se non è chiaro cosa c’è dentro quel “tutto”, lo stesso sarà fonte di incomprensioni. Incomprensioni che poi daranno problemi. E che problemi potranno sorgere?           
    È chiaro, solo problemi economici. Le cose vanno dette come sono.

  • Se effettivamente pensi a un “tutto” devi chiedere un “tutto” che venga però ben  dettagliato. Punto.

Insomma, deve esserti ben chiara fin da subito la strada che devi prendere e bisogna immediatamente che tu sia consapevole e accetti, sì accetti, che è una strada che va percorsa assieme. Chiaramente ognuno con il proprio ruolo. 

È una strada di corresponsabilità, anche se a me piace di più chiamarla di “complicità”.

È il rapporto che si va a costruire che porta a conseguire risultati importanti e a soddisfare le tue aspettative. 

La cosa fondamentale è quella di trovare dei punti di contatto

Ti dico come stanno le cose: con tutti i committenti si spendono energia, a volte incazzature, sogni, creatività, responsabilità. La relazione diventa molto intima e da un certo punto in avanti molto più profonda. 

Devi essere disposto e aperto a questo tipo di rapporto. 

Se il metro di giudizio fosse solo economico, si inizierebbe con il piede sbagliato.

Se non c’è interazione tra i due attori, se non nasce il feeling…. non ne esce niente di buono. Meglio fermarsi prima.

Ora andiamo un po’ di più sul pratico

  • Il tuo rapporto con il professionista conseguirà ottimi risultati solo se tu sarai a conoscenza, se già non lo sei, dei temi che si devono affrontare e risolvere per mezzo del progetto e solo se gli stessi sono unanimemente comprensibili potrà avere inizio quel principio di complicità del quale ti facevo cenno prima. 
  • L’Interior Designer, che per mestiere si occupa di architettura d’interni, non è un mero esecutore nel modo più assoluto. Questa è un’altra cosa che ti deve essere altresì chiara. Diffida da chi ti dice sempre sì.
  • Progettare non è una semplice attività professionale che produce disegni e/o quant’altro; bensì è un mettersi in relazione con il prossimo, è dare risposta alle tue domande, anche se qualche volta le stesse non ricevono la risposta che ti piace.

Il processo creativo non è uno sterile esercizio stilistico, ma è l’elaborazione di coerenti idee progettuali atte a creare un’armonia delle proporzioni, un equilibrio di relazioni tra gli spazi interni ed esterni in combinazione con lo studio dei materiali e degli elementi di arredo; è il frutto di una interazione basata sulla conoscenza delle risorse e delle aspettative.

In seguito verrà sviluppato un progetto definitivo che comprende l’approfondimento di quanto necessario fino ai dettagli in modo da poter redigere le descrizioni dei lavori da inviare alle imprese per i relativi preventivi di spesa.

Questo è il nocciolo del tuo rapporto con il Professionista.

La chiarezza del rapporto passa inevitabilmente per l’aspetto economico

La definizione dell’aspetto economico e delle tempistiche di esecuzione va chiarito fin da subito per concentrare l’azione nella giusta direzione dall’inizio con il primo progetto di massima e quindi non disperdere risorse temporali ed economiche.

Il budget di spesa deve essere stabilito subito, ma la precisazione del costo di realizzazione si potrà determinare solo in ultima istanza e cioè quando tutti gli elementi saranno stati analizzati e definiti concordemente

Anche questo deve esserti ben chiaro. 

Una volta precisato il costo complessivo devi essere responsabile nel decidere se proseguire con quel risultato o tagliare dei costi. Insomma, fare le corrette valutazioni.

Se le persone prendono degli impegni, li devono mantenere. Questo vale per il professionista e vale anche per i committenti. Punto.